Il governo prepara la schedatura di massa Oggi alle 20.09
Il governo prepara la schedatura di massa
La libertà della rete non si tocca. Perché chi istiga a delinquere, fa apologia di reato o istiga all'odio razziale è già perseguibile dalla magistratura.Dunque netta opposizione alla voglia di censura che attraversa gli animi del centrodestra. Questo il pensiero, e questa la battaglia, di Agorà Digitale, associazione dei radicali che si occupa dei diritti del web. Ne abbiamo parlato con il segretario Luca Nicotra. Maroni annuncia un giro di vite sui social network come Facebook, volto a censurare e punire chi istiga alla violenza. Davvero il web ha bisogno di regole?Lo sconcerto che prova Maroni o chiunque nel leggere commenti che inneggiano alla violenza contro Berlusconi è assolutamente condivisibile. Anzi, lo sconcerto è maggiore se pensiamo che queste persone lo fanno usando nome, cognome e foto.
Chiaramente non percepiscono il rischio che corrono, dal punto di vista penale. Quello che leggiamo questi giorni su Facebook è per certi versi paragonabile a Radio Parolaccia, l'esperimento che facemmo negli anni '80 e '90 aprendo i microfoni di Radio radicale: un diluvio di insulti inauditi. La gente vomitava i suoi sentimenti peggiori, è una parte del Paese terribile e odiosa che bisogna ascoltare e non censurare. Con un limite: punire chi commette reati. E forse bisogna ripetere che i reati previsti dal codice penale come apologia di reato e istigazione a delinquere, valgono in rete come nella realtà. Tanto è vero che i magistrati hanno aperto un fascicolo sui gruppi di Facebook che auspicavano la morte del premier.Cosa rischiamo con la nuova stretta securitaria 2.0.?Probabilmente il governo rispolvererà il cosiddetto emendamento d'Alia ovvero una misura che consente a palazzo Chigi di oscurare siti, blog, pagine web senza la mediazione della magistratura. In questo modo chi decide che cosa è reato? Un ministro? Per esempio l'apologia di reato è una questione complessa, e lo stesso codice distingue il luogo, la circostanza, la funzione dell'oratore. Non è la stessa cosa se auspico la morte di Berlusconi al bar con gli amici o lo grido alla folla dal palco di un comizio politico. E queste distinzioni devono spettare unicamente al giudice.
Temiamo poi che con questo episodio di Piazza Duomo il Parlamento prorogherà ulteriormente il decreto Pisanu, concepito dopo l'11 settembre, che, unico caso nel mondo occidentale e liberale, obbliga l'identificazione di coloro che vogliono accedere al web nei luoghi pubblici. Nel Pdl cresce la voglia di abolire persino l'anonimato in rete. Con quali conseguenze?L'anonimato non esiste su Facebook, eppure è una garanzia importantissima dentro e fuori la rete. Infatti ci permette di non mostrare documenti quando andiamo in posta a fare un bollettino, per esempio. Non a caso è il primo diritto soppresso nelle dittature. Abolire l'anonimato, potrebbe dire il governo, servirà a colpire i criminali.I criminali sul web sono già perseguibili anche se anonimi, dalla polizia postale che risale alla loro identità. Bisogna capire che la mancanza di anonimato ci espone alla catalogazione e alla schedatura. Non solo di opinioni che sconfinano nel reato, ma anche di normali opinioni politiche che dissentono dal governo e che, un giorno, potrebbero venirci rinfacciate.
Arriveremmo allo stato di polizia. L'unica deroga alla privacy e all'anonimato è concessa alla magistratura quando deve perseguire un presunto colpevole. Deve rimanere uno stato di eccezione, nel bene della collettività. E fuori dalle mani della politica. Ecco perché speriamo che sulla questione il Pd assuma una posizione netta e, specialmente, chiediamo al governo di non utilizzare un decreto d'urgenza per una tematica che tocca i diritti fondamentali delle persone come la libertà di espressione. Il Parlamento pochi mesi fa bocciò una norma che ora, probabilmente, il consiglio dei ministri vuole reintrodurre scavalcando le prerogative dell'Aula.
fonte: liberazione
http://www.osservatoriorepressione.org/2009/12/il-governo-prepara-la-schedatura-di.html
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SATIRA - Il boss che si nascondeva nella tv da 90 pollici
Oggi alle 20.48 - di Michele Serra -
I fratelli Sfrenato, pericolosi latitanti, si sono finalmente costituiti.
Dal 1987 ingannavano le forze dell'ordine nascosti nella loro gigantesca televisioneCon la cattura dei quattro fratelli Sfrenato, compresi nell'elenco dei trenta latitanti più ricercati d'Italia, sale a 175 il numero dei boss arrestati compresi nell'elenco dei trenta più ricercati d'Italia. Gli Sfrenato si nascondevano dal 1987 in casa loro, dentro il gigantesco televisore di novanta pollici, ingannando le forze dell'ordine.
A ogni irruzione gli agenti, vedendo dietro lo schermo quattro uomini seminudi che si lavavano i denti, orinavano, dicevano scempiaggini e si accoppiavano tra loro mugolando, pensavano a un normale reality-show e se ne sono andati a mani vuote.
I pericolosi latitanti si sono costituiti martedì scorso perché non sopportavano più il distacco dalla madre Maria Rosaria Immacolata Crocifissa Incoronata Concepita Addolorata Assunta, rinchiusa all'Ucciardone per sfruttamento della prostituzione sadomaso e nota a Palermo con il nome di Chantal. Secondo gli esperti la mafia siciliana, da tempo in disgrazia, ha ceduto il controllo della droga ai calabresi e il controllo degli appalti ai geometri.
I mafiosi, in completa miseria, cercano di farsi arrestare per vendere i diritti fotografici e televisivi. Gli inquirenti sono costretti a vagliare con attenzione le confessioni di piccoli delinquenti che si spacciano per capi-mandamento, approfittando del fatto che nessuno ha mai capito che cos'è un mandamento.
Recente il caso di Gasparo Improvvigionato, un anziano scippatore in disgrazia, che manovrando un cognato pentito è riuscito a spacciarsi per boss mondiale del traffico di bicchieri di carta.
Ci sono volute decine di rogatorie internazionali prima di accorgersi che mentiva: non esiste alcun traffico mondiale dei bicchieri di carta. E neanche delle posate di plastica, come l'Improvvigionato, vistosi smascherato, ha cercato di far credere successivamente.
Risorse A ogni boss arrestato il governo si congratula con le forze dell'ordine promettendo nuove risorse. Sulle macchine di polizia e carabinieri con la sirena guasta verrà ospitato un imitatore volontario che, affacciato al finestrino, emetterà il caratteristico ululato bitonale.
Il tagliando di pistole e mitragliette, sospeso da vent'anni a causa delle esose pretese delle ditte specializzate, sarà effettuato dagli stessi agenti con metodi casalinghi, facendo bollire le armi in caserma, poi ungendole d'olio di semi e guarnendole con una foglia d'alloro. I costosissimi cani-lupo (un corpo oramai anziano e con grossi problemi di dentatura) saranno sostituiti da gatti randagi, addestrati con infinita pazienza a inseguire i latitanti abbaiando. Pochi per adessoi risultati, e limitati alla sola cattura i esponenti del racket delle pescherie.
Promozione Il governo considera del tutto insufficiente la promozione mediatica della lotta alla mafia. Per rimediare, ogni pattuglia addetta alla cattura di latitanti sarà accompagnata da alcuni ausiliari.
1. Un regista e quattro cameramen.
2. Un sottosegretario che, appena gli agenti avranno immobilizzato e ammanettato il mafioso, gli griderà in faccia "Arrenditi canaglia! Te lo ordina il governo Berlusconi!".
3. Una truccatrice che aggiungerà peli, foruncoli e occhiaie alla faccia dell'arrestato per renderlo più credibile agli occhi del grande pubblico.
4. Un marmista che, pochi secondi dopo l'arresto, murerà sul posto una lapide con la scritta "In questa casa il governo Berlusconi arrestò un mafioso nemico di Berlusconi".
5. Un paio di fighe che comunque ci vogliono sempre.
Giustizia La formula 'concorso esterno in associazione mafiosa' verrà cancellata perché è fonte di equivoco: molte persone credono si tratti di un concorso e fanno domanda di iscrizione al Ministero.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/il-boss-che-si-nascondeva-nella-tv-da-90-pollici/2117412/1&ref=hpsp

ABBRACCIO LETALE.
Il Pdl ha deciso di non ricandidare il presidente uscente della regione Veneto Giancarlo Galan e di lasciare alla Lega Nord l’espressione della candidatura in Veneto e in Piemonte.
Non so se il Pdl rifletterà sulla testa caduta di Galan, sui modi in cui è stata tagliata e sulle conseguenze politiche, e se capirà quanto letale sia l’abbraccio della Lega per tutta la nazione.
Consegnare due regioni del nord alla Lega è un problema per tutta l’Italia per i propositi espliciti e per quelli inconfessabili che essa si propone, tutti sovvertitori dei caratteri della repubblica democratica.
Sbagliava chi, vent’anni fa, ha creduto la Lega un fenomeno passeggero, sbaglia chi oggi crede di riuscire a controllarne l’appetito, peggio fa chi continua a sottovalutarla.
Nella Lega il nazionalismo etnico delle origini è più che mai vivo e aggressivo, il radicamento è forte, la strategia espansionista è lucida e spregiudicata.
In primo luogo il PD deve raccogliere questa seria sfida e definire proposte che offrano al nord un orizzonte e una speranza diversi da quelli della Padania leghista.
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